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Archivi del mese: gennaio 2010

Muesli muffin(s)

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Qualche giorno fa sono tornata a casa affamatissima di “qualcosa”. In questi casi d’emergenza, la situazione tipica in cui ci si ritrova è quella del frigo vuoto e desideri impossibili e incompatibili con le stagioni (sono celebri le mie crisi d’astinenza da corbezzoli).
In estate il muesli senza zucchero con yogurt rappresenta la mia colazione e avevo giusto mezzo sacchetto di muesli da finire. Trasformato in muffin!

Dosi per 6 muffins circa:

70 g di farina 00
mezzo cucchiaio di lievito vanigliato in polvere
140 g di muesli non zuccherato (lo si trova alla Lidl)
60 g di zucchero di canna
1 uovo
125 ml di yogurt magro
3 cucchiai d’olio di girasole

In una terrina mettete la farina, il lievito, il muesli (se volete, potete lasciare l’uvetta in un bicchiere con poca acqua tiepida e aggiungerla alla fine) e lo zucchero.
A parte, in un’altra ciotola, sbattete l’uovo e aggiungete lo yogurt e l’olio.
Unite gli ingredienti dell’una e dell’altra terrina, mescolate, riempite gli stampini e infornate a 200° per 20 minuti.

P.S.: Avete notato che magnifico grembiule c’è nella foto? Regalo di Natale!

Crema (o zuppa) di zucca e capesante

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Questa è una zuppa che ho fatto a Natale per mio papà che so essere un grande amante delle capesante. Visto che ero stufa di mangiarle gratinate e che essendo in realtà Santo Stefano, non volevamo fare un altro pasto-devasto, ho optato per questa raffinata cremina. Grande successo! E’ stata molto pubblicizzata ma ci tengo a specificare che la ricetta non è mia: l’avevo letta sul Corriere e come al solito, l’ho leggermente modificata.


Per due persone:
250 g di polpa di zucca
6 capesante
cipolla tritata
olio
dado vegetale bio
timo
sale, pepe

Tagliate la zucca a dadini e preparate il brodo vegetale in un pentolino. Nella pentola che conterrà la zuppa, fate rosolare nell’olio la cipolla e quindi aggiungete la zucca. Coprite con un po’ di brodo (la quantità da versare varia a seconda della consistenza che preferite: come si intuisce dalla foto, a me piace molto cremosa e quindi ne ho aggiunto poco) e frullate col fidato minipimer.
Fatto ciò, prendete una padella antiaderente, fatela scaldare (se volete con un cicinin d’olio) e scottate le capesante da entrambi i lati con due rametti di timo.
Riversate la crema di zucca in pentola, pepate e se necessario, salate, aggiungete le capesante e servite al papà da cui io mi sono sentita dire “MA ALLORA SAI CUCINARE PER DAVVERO!“: scoperte… 🙂

Eh?

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Come tutti i milanesi, mensilmente sono tartassata da cartelle esattoriali di multe per qualunque tipo di parcheggio.

E va be’, ho torto, pago.

Ricordo qualche mese fa di essere stata svegliata al ritorno da una lunga nottata, da una postina che pretendeva la mia firma per una multa di ben 48€.
Non è divertente.
Ma almeno ci strappano un sorriso così:


BOH!

La versione semplice del Guacamole

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Fare la salsa guacamole è di per sé già semplice. Questa ricetta è la “versione semplice” nel senso che riuscite a prepararla con ingredienti che normalmente si hanno in casa. Riporto sotto anche la ricetta originale che mi aveva dato un’amica messicana.

Un avocado
Pomodorini
Cipolla tritata
Mezzo spicchio d’aglio piccolo
Peperoncino (secco piccino, quelli Cannamela, per intenderci)
Un cucchiaino di succo di limone o una spruzzata
Sale

Tagliate i pomodorini e tritate l’aglio, quindi mettete tutto in una terrina con un po’ di peperoncino e di cipolla tritata.
Sbucciate l’avocado e aiutandovi con uno schiacciapatate (o spiaccicandolo con una forchetta se è ben maturo), spremetelo nella terrina con gli altri ingredienti. Aggiungete il succo di limone e servite!


La differenza con il guacamole vero sta negli ingredienti, che ho sostituito. Quelli orginali sarebbero:
Mezzo peperoncino jalapeno
Un cucchiaino di succo di lime

…ma non so quanti di voi tengano lime e jalapenos in quantità!

CURIOSITA’: la prima volta che ho fatto il guacamole con quest’amica, mi era stato insegnato che la salsa va servita con il seme dell’avocado in mezzo: sembra che così, i preparati con avocado si anneriscano di meno. Ed è vero!

Risotto verde (agli spinaci)

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Non riuscirò mai ad eguagliare quello arcibuono di mia nonna che è il trionfo del burro, della panna e dell’amore… comunque è riuscito più che degnamente.
Si accompagna bene, superfluo dirlo, coi muffin agli spinaci.


Spinaci surgelati a cubetti (un cubetto a persona)
Riso carnaroli (una tazzina da caffè a persona)
Burro o olio d’oliva
Cipolla tritata
Un bricchetto di panna da cucina
Parmigiano grattugiato
Dado vegetale bio

Cominciate a buttare gli spinaci ancora surgelati in una pentola con poca acqua salata. Nel frattempo, mettete l’acqua anche per il brodo vegetale, che lasciate lì coperto una volta pronto. Quando scolate gli spinaci, non versate via l’acqua diventata verde ma mettetela in un pentolino. 
Nella pentola “principale” fate soffriggere la cipolla nell’olio o burro, unite il riso e fatelo tostare qualche secondo. Cominciate a diluire alternando l’acqua di cottura degli spinaci al brodo vegetale.
Al nono minuto, cioè a metà cottura, aggiungete gli spinaci e continuate a mescolare: il risotto diventa più verde, vero?
Mantecate con la panna e il parmigiano.

Pesantissimo, ma bis assicurato.

P.S.: Vi aggiorno sui miei propositi per il 2010: un esame sui 5 entro luglio è andato. Evvai!

“Il tempo di Blanca” (Marcela Serrano)

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Sembra che parli sempre male dei libri che mi regalano: non sono così antipatica, è che ho dei gusti difficili.

Riporto qui il commento che ho pubblicato su Anobii (www.anobii.com/silviabl)

Di tempo, Blanca ne ha avuto fin troppo

Ho trovato questo libro di una noia mortale. Non solo scritto male, ma anche con questa trama confusa che vorrebbe essere un po’ politica ma non è, un po’ giallo e non è, un po’ drammatica e lo è solo perché fa disperare il lettore, anzi, la lettrice. Sì, perché è un libro adatto solo ad un pubblico femminile, quel pubblico femminile che sa apprezzare le storie d’amore impossibili, un gradino sopra gli Harmony, un gradino sotto la Allende. Tipico stile sudamericano della donna che ambisce all’emancipazione ma in fondo ama piagnucolare, uomini che si sa, non capiscono mai niente, amiche solo donne perché fra le donne c’è quel “nonsocosa” che fa sentire più unite.

Non ne consiglio né l’acquisto né la lettura. Mi stupisco della Feltrinelli.

Colpito e affondato.
Che ne dite?

P.S.: Vi lascerò qualche giorno causa esami. Fate il tifo per me, cucinate e datemi pareri. Buona settimana!

Crumble o non, muffins al lampone

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Fatti per me per l’Epifania: siccome in uno dei miei adorabili calendari dell’avvento ho trovato dei pirottini in silicone per i muffins (forse si intravedono nella foto) più piccoli di quelli che si trovano in alluminio al supermercato, ne ho fatti 12. Calcolate quindi che se usati quelli, ve ne verranno un po’ meno (circa 9). Nella foto, quelli con il crumble sono a sinistra!

280 g farina 00
1 cucchiaino di lievito vanigliato
mezzo cucchiaino di bicarbonato
un pizzico di sale
115 g di zucchero (anche di canna va bene)
2 uova
250 ml di yogurt magro
6 cucchiai d’olio di girasole
1 boccettina di estratto di vaniglia
una vaschetta di lamponi (circa 200 g)

Per il clumble topping:
50g di farina
40g di burro
25g di zucchero

In una terrina versate la farina, il lievito, il sale, lo zucchero e il bicarbonato (poco!).
In una terrina più piccola sbattete le uova, quindi aggiungete lo yogurt, l’olio e l’estratto di vaniglia, mescolate e versate il composto nell’altra terrina.
Amalgamate bene le polveri ai liquidi e unite quindi i lamponi lavati. Mescolate e lasciate che si spappolino i fruttini, deve diventare un impasto più o meno rosa.
Versate negli stampini imburrati e accendete il forno a 200°C.

In una ciotola, potete preparare il crumble: lavorate il burro lasciato a temperatura ambiente e quindi morbido, con la farina, quando sarà ben amalgamato (ma non omogeneo), aggiungete lo zucchero. Sbriciolate il crumble sopra i muffin, spingendo un pochettino senza farlo entrare troppo.

Infornate a 200°C per una ventina di minuti e fate colazione un po’ più tardi… ma vuoi mettere la soddisfazione. : )