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Filetti di Orata gratinati e profumati

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Io ho l’insolita capacità di cucinare carne e pesce riuscendo a non toccarli mai con le mani: faccio un risotto salsiccia e bonarda che mi dicono essere una bomba e non so che sapore abbia!
Nonostante il progetto futuro di togliere dalla mia dieta anche il pesce, per ora questo c’è. La ricetta originale di quella che segue la trovate qui!

oratazuc

3 filetti d’orata
2 zucchine
Un’abbondante manciata di mandorle tritate
Pangrattato
Succo di limone
Scorza di limone
Timo
Basilico
Olio evo, sale, pepe in grani

Togliete la pelle ai filetti d’orata scottandola su una padella calda, quindi adagiate i filetti su carta da forno.
Tagliate le zucchine a rondelle sottilissime (se usate una mandolina, attenti alle dita… ne so qualcosa!)
In una terrina preparate il gratin mischiando pangrattato, le mandorle tritate, il sale, la scorza di limone, il timo e bagnate con succo di limone e (poco) olio quanto basta. Aggiungete il basilico.
Ungete i filetti d’orata con l’olio, salate e mettete 3/4 grani di pepe su ciascun filetto, quindi coprite con il composto di pangrattato e formate uno strato di zucchine  su ciascun filetto. Salate, condite con un filo d’olio e infornate a 180° per 10/13 minuti.
Molto primaverile!

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Tonno tataki

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E’ un piatto che prendo spesso nei ristoranti giapponesi, è davvero buonissimo! E visto che al compleanno mi hanno regalato un bel libro di cucina jap, ho deciso come mio solito di provare la ricetta modificandola un po’: insomma, è venuto buonissimo e proprio uguale a quello che mangio al ristorante!

Per 6 persone:
4 filetti di tonno belli spessi
salsa di soia
olio di sesamo
sesamo

In una pirofila lasciate marinare per un’ora il tonno con 3 cucchiai di salsa di soia e 3 di olio di sesamo, girando il pesce dopo 30 minuti.
Preparate accanto ai fornelli un piatto pieno di semi di sesamo.
Trascorsa l’ora, scaldate in una padella antiaderente un filo d’olio di sesamo e fate scottare il tonno 30 secondi per lato (dentro deve rimanere rosso!), quindi ponete la tagliata nel piatto coi semi di sesamo e ricoprite tutto il tonno.
Tagliate a fettine ed ecco pronto il tonno tataki!

Limoni ripieni spoonfood (perché con le fingers è un po’ difficile)

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Non volendo fare i banali pomodori ripieni, cercando su internet ho trovato questa ricetta. Riadattata leggermente, è davvero un gran successo per la sua semplicità e per la presentazione insolita.

Per 4 persone:
4 limoni
2 uova
180g tonno in scatola
Capperi
Erba cipollina, prezzemolo
Olive nere denocciolate
Maionese (un cucchiaio abbondante)

Tagliate un’estremità del limone in modo che stia in piedi, quindi togliete la calotta dell’agrume e armandovi di cucchiaino e tanta pazienza, cominciate a svuotare il limone. Sul fondo state attenti a non forare!
Fate rassodare le uova, sgusciatele e sbriciolandole grossolanamente con le mani, buttatele nel solito recipiente del minipimer insieme al tonno, le olive, la maionese, le erbe. Frullate quanto basta ad amalgamare bene gli ingredienti senza che risulti tutto troppo liquido.
Con il cucchiaino procedete a riempire i limoni ed ecco fatto!

Peperoncini ripieni sott’olio

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Tra l’altro, si scrive “sottolio” o “sott’olio”?
La mia prima conserva, che emozione! L’idea di fare i peperoncini tondi sott’olio mi è venuta grazie alla ZiaLuci, creativa in cucina, che mi ha fatto assaggiare i suoi buonissimi e mi ha dato qualche consiglio su come farli.
La ricetta e le dosi sono un mix tra la ricetta di Luci e quella di GialloZafferano.

Peperoncini tondi
Vino bianco*
Aceto di vino bianco*
Sale fino
(Spezie facoltative: chiodi di garofano, alloro, origano, pepe in grani
Olio d’oliva o di girasole
Tonno
Capperi
Alici

*aceto e vino in pari quantità!

Munitevi di guanti in lattice e mettete il tagliere vicino al lavabo in modo da minimizzare le irritazioni: se inizia a bruciarvi la gola, fate scorrere acqua fredda per un po’ mentre continuate. Tagliamo la parte del peperoncino vicina al picciolo, in modo da ottenere una ciotolina che con un cucchiaino andrà svuotata completamente dai semi (teneteli da parte e buttateli in un vaso pieno di terra, cresceranno subito delle piccole piantine!).
Una volta completata questa lunga e meditativa operazione, mettete  in una pentola capiente l’aceto, il vino, il sale e le spezie, portate a ebollizione, quindi aiutandovi con una schiumarola immergete un po’ di peperoncini e lasciateli cuocere per 3/4 minuti. Quindi preparatevi una teglia su cui avrete poggiato carta assorbente o un panno pulito e, sempre con la schiumarola, tirate fuori i peperoncini e metteteli a testa in giù (cioè con la cavità poggiata sul panno) sulla teglia. Lasciate riposare una notte. Io in genere copro tutta la teglia con un altro panno pulito e li lascio riposare nel forno chiuso e spento.
La mattina dopo, preparate il ripieno: nel recipiente del minipimer mettiamo il tonno, le  alici e i capperi e frullate quanto basta ad amalgamarli, non deve diventare troppo liquido!
Riprendete i peperoncini e con un cucchiaino riempiteli con il pesce.
Nel mentre, vi sarete certo muniti di barattoli (vero?). Vi consiglio barattoli che abbiano il collo largo, in modo che possiate disporre i peperoncini con cautela. Come meglio vi riesce procedete alla sterilizzazione del vasetto (ognuno ha i propri metodi e le proprie mamme), versate un dito d’olio nel primo vasetto e con un cucchiaio prendete il primo peperoncino e mettetelo in modo che il ripieno sia poggiato alla parete di vetro. Così tutt’intorno e nel mezzo del cerchio mettete un peperoncino (quello spazio io lo riservo sempre ai peperoncini “a punta”). Chiudete il barattolo e create il sottovuoto, quindi applicate una bella etichettina (ne vedrete a breve una sulla pagina di Facebook), lasciate raffreddare e conservate in frigo. Non so quanto durino perché qui a casa spariscono subito!
E’ una soddisfazione avere delle conserve homemade!

Pesce finto

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Altro cavallo di battaglia fra le ricette famigliari: estivo e semplicissimo da preparare.

2 o 3 scatolette di tonno
3 o 4 patate
Acqua, sale
Maionese
Capperi
Un rametto di timo o erba cipollina

Mettete una pentola con dell’acqua a bollire con dentro le patate.
Nel mentre, scolate il tonno ma tenete l’olio da parte in una ciotolina. Mettete il tonno scolato in una terrina e schiacciatelo un po’ con una spatola di legno.

Quando l’acqua bolle da un po’ e la buccia delle patate si spacca, tiratele fuori una per volta dall’acqua bollente e spellatele con coltello e forchetta, quindi spiaccicate la patata nella terrina col tonno: siccome dovrete mescolate ma risulterà un composto un po’ duro, diluite con poco olio del tonno e maionese.
Così via patata per patata.

Con le mani prendete il composto e fatelo a forma di pesce: o ne fate uno grande da dividere poi in porzioni oppure potete mettere direttamente nei piatti dei commensali un pesciolino ciascuno. Il cappero farà da occhio, il filo d’erba da branchia, per il resto affidatevi alla vostra fantasia! Sta bene servito su un letto di songino.

Muffins al tonno

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90 g circa di olive nere
400 g di tonno in scatola
280 g di farina 00
Una bustina di lievito (tipo per pizze)
sale, pepe
2 uova
250 mL di yogurt magro
6 cucchiai d’olio di girasole

In una terrina capiente mescolate la farina, il lievito, sale e pepe a piacimento e le olive tritate: tenetene una dozzina da parte intere, le useremo dopo a scopo decorativo perché siamo persone eleganti.
In un’altra terrina sbattete le uova, quindi aggiungete l’olio e lo yogurt.
Unite la terrina coi liquidi a quella con le polveri, mescolate aggiungendo il tonno.
Preparate gli stampini per muffins imburrati e riempiteli: sul top potete mettere un’oliva nera intera, una volta cotti i muffin saranno più bellini!
Cuocete, appunto, a 200°C per una ventina di minuti e servite come pane.

Crema (o zuppa) di zucca e capesante

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Questa è una zuppa che ho fatto a Natale per mio papà che so essere un grande amante delle capesante. Visto che ero stufa di mangiarle gratinate e che essendo in realtà Santo Stefano, non volevamo fare un altro pasto-devasto, ho optato per questa raffinata cremina. Grande successo! E’ stata molto pubblicizzata ma ci tengo a specificare che la ricetta non è mia: l’avevo letta sul Corriere e come al solito, l’ho leggermente modificata.


Per due persone:
250 g di polpa di zucca
6 capesante
cipolla tritata
olio
dado vegetale bio
timo
sale, pepe

Tagliate la zucca a dadini e preparate il brodo vegetale in un pentolino. Nella pentola che conterrà la zuppa, fate rosolare nell’olio la cipolla e quindi aggiungete la zucca. Coprite con un po’ di brodo (la quantità da versare varia a seconda della consistenza che preferite: come si intuisce dalla foto, a me piace molto cremosa e quindi ne ho aggiunto poco) e frullate col fidato minipimer.
Fatto ciò, prendete una padella antiaderente, fatela scaldare (se volete con un cicinin d’olio) e scottate le capesante da entrambi i lati con due rametti di timo.
Riversate la crema di zucca in pentola, pepate e se necessario, salate, aggiungete le capesante e servite al papà da cui io mi sono sentita dire “MA ALLORA SAI CUCINARE PER DAVVERO!“: scoperte… 🙂