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Archivi del mese: maggio 2010

Pesce finto

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Altro cavallo di battaglia fra le ricette famigliari: estivo e semplicissimo da preparare.

2 o 3 scatolette di tonno
3 o 4 patate
Acqua, sale
Maionese
Capperi
Un rametto di timo o erba cipollina

Mettete una pentola con dell’acqua a bollire con dentro le patate.
Nel mentre, scolate il tonno ma tenete l’olio da parte in una ciotolina. Mettete il tonno scolato in una terrina e schiacciatelo un po’ con una spatola di legno.

Quando l’acqua bolle da un po’ e la buccia delle patate si spacca, tiratele fuori una per volta dall’acqua bollente e spellatele con coltello e forchetta, quindi spiaccicate la patata nella terrina col tonno: siccome dovrete mescolate ma risulterà un composto un po’ duro, diluite con poco olio del tonno e maionese.
Così via patata per patata.

Con le mani prendete il composto e fatelo a forma di pesce: o ne fate uno grande da dividere poi in porzioni oppure potete mettere direttamente nei piatti dei commensali un pesciolino ciascuno. Il cappero farà da occhio, il filo d’erba da branchia, per il resto affidatevi alla vostra fantasia! Sta bene servito su un letto di songino.

“Il calore del sangue” (I. Némirovsky)

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Altro libro dell’autrice che in pochissimo tempo è entrata nella top 20 delle mie favorite.
Come altre, anche questa opera della Némirovski è un romanzo breve (molto breve, 142 pagg) e cattivo, come definisco io lo stile di Irène.
Ambientato nella campagna francese, fra la gente della borghesia di provincia, “Il calore del sangue” non è un vero e proprio giallo quanto una drammatica indagine fra i misteri delle benestanti famiglie (presente “Mia cugina Rachele” della Du Maurier? Sul genere). I personaggi vengono spogliati,  bicchiere dopo bicchiere, e descritte le loro passioni, senza pietà.

Come faccio a riassumere un romanzo così breve senza rovinare la sorpresa?!

Risotto colorato ai fiori di zucchina

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Questo è IL RISOTTO.

Siccome ne vado molto orgogliosa, ci tengo a specificare che la ricetta è mia mia mia! Cioè: penso che chiunque sia in grado di inventarsi un risotto, specialmente se è allo zafferano con della verdura dentro… comunque sia è diventato uno dei miei risotti preferiti.

10 fiori di zucchina
3 zucchine piccole (di quelle allegate ai fiori)
una mozzarella
riso carnaroli (una tazzina da caffé a testa)
dado bio per brodo vegetale
una bustina di zafferano
pecorino grattugiato
olio d’oliva o una noce di burro
cipolla tritata
pepe

Pulite i fiori di zucca dai pistilli, sciacquateli e tagliateli a metà. Lavate anche le zucchine e tagliatele a striscioline. La mozzarella a dadini.
Intanto mettete l’acqua in un pentolino medio-piccolo in cui terremo pronto il brodo.
In una pentola più grande, in cui prepareremo il risotto, fate scaldare l’olio o il burro e rosolate la cipolla tritata, quindi versate il riso e i fiori di zucca. Quando il riso si sarà tostato, potete procedere con la prima mestolata di brodo e mettere il timer a 18 minuti a partire da questo momento.  Quando il brodo è stato assorbito, versate le zucchine a striscioline. Procedete con il brodo continuando a mescolare e quando mancano 5/7 minuti alla fine versate nel risotto quasi pronto la mozzarella a dadini e la bustina di zafferano. Mescolate velocemente per quanto possibile.
Al trillo del timer, spegnete il fuoco, mantecate con il pecorino e spolverizzate con pepe nero.

E’ buonissimo!

ZeroRelativo

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Oggi vi racconto della mia esperienza su ZeroRelativo.

Voglio spiegarvi tutto con parole mie senza copincollare: non certa delle mie capacità di sintesi ed esplicative, vi invito comunque a farvi un giretto sulle FAQ riportate nel sito.

Ho scoperto questo sito grazie ad una di quelle riviste-inserto del Corriere, nel periodo della fiera “Fa’ la cosa giusta!” scrivono sempre di iniziative interessanti, fra cui questa.
ZeroRelativo è un sito di BARATTO.

Per anni ho cercato di informarmi a proposito delle Banche del Tempo, associazioni che radunano gruppi di persone che mettono a disposizione particolari abilità usando il tempo come moneta. Esempio: io ti faccio un’ora di trattamenti estetici, tu in un’ora mi fai l’orlo ai vestiti. Solo che la burocrazia mi era parsa complicata – andare alle riunioni dell’associazione per iscriversi, ricevere newsletter caotiche…

Su ZR invece è molto più semplice, una sorta di “eBay del riuso”.
Ti iscrivi come utente, scrivi una tua lista di desideri (cosa vorresti ricevere in cambio?) e cominci a pubblicare le inserzioni.

Ora: io sto sconvolgendo casa mia per cui fra scatole e scatoloni ho trovato un mucchio di roba che non mi interessa tenere. Ma vuoi che anche voi non troviate cianfrusaglie di cui vorreste liberarvi in cambio di qualcosa che vi interessa veramente?

Ho ricevuto un sacco di cose: cosmetici, libri, lezioni, cd, dischi, gioiellini… barattando miei libri, vestiti, oggetti vari e anche trattamenti di Pranic Healing e massaggi.

Ne vale davvero la pena! Fateci un giro e preparate una scatola di oggetti da barattare!

Torta peperonata

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1 rotolo di pasta sfoglia o brisé
2 peperoni grossi, gialli e/o rossi
polpa di pomodoro
cipolla tritata
sale, pepe, zucchero
mozzarella

Lavate i peperoni e puliteli dai semini e dalle pellicine bianche, quindi tagliateli a striscie.
In una padella versate un cucchiaio e mezzo d’olio e fate rosolare la cipolla. Aggiungete i peperoni e dopo qualche minuto, la polpa di pomodoro (un barattolo grande, naturalmente Mutti!). Salate, pepate e non dimenticatevi un pizzico di zucchero. La peperonata deve ridursi un po’, per cui lasciate cuocere a fuoco medio-basso per un bel po’, fino a densità desiderata.
Nel frattempo tagliate la mozzarella a dadini, sbattete le uova e foderate una teglia con la pasta brisé o sfoglia (bucherellate con una forchetta il fondo).
In una terrina unite le uova sbattute, la mozzarella e la peperonata mescolando velocemente, quindi versate il tutto sulla pasta, livellando se necessario.
In forno a 180°C per una ventina di minuti.
N.B.: Se avete usato pasta sfoglia, spennellate i lati non coperti dal ripieno con latte o uovo sbattuto.


Sì, lo so, la foto fa schifo.

Carbonara agli asparagi

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Punte di asparagi (surgelate o non)
Pasta lunga (linguine, spaghetti…)
Un uovo a testa
sale, pepe
formaggio grattugiato


Mettete l’acqua per la pasta e aspettate che bolla, quindi salatela. Buttate la pasta.
Generalmente la pasta lunga ci mette una decina di minuti a cuocere: negli ultimi 5 minuti fate bollire anche gli asparagi: ricordate di metterli in piedi!
In una terrina sbattete le uova (siete in 3? 2 uova intere e un tuorlo) con il formaggio e il pepe. Quando la pasta e gli asparagi saranno scolati al dente, versatela nella terrina, mescolate velocemente e servite!