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Confettura di prugne

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Che cosa si fa in un pomeriggio di convalescenza a casa quando fuori piove e si ha un cestino di frutta che si sa che non mangerete mai da sole? Una conserva, naturalmente!
I barattolini homemade danno una soddisfazione… Per fare questa marmellata non vi servirà nemmeno il Fruttapec.

1kg di prugne
1kg di zucchero
il succo di mezzo limone

…e come per ogni confettura, tanta pazienza!
Denocciolate le prugne tagliandole grossolanamente, quindi mettetele in una pentola capiente dai bordi alti. Aggiungete il succo di limone e lo zucchero e accendete il fuoco a fiamma media, rimestando. Quando le prugne si iniziano a disfare, abbassate la fiamma e lasciate a cuocere: le prugne dovranno disfarsi e la marmellata dovrà raggiungere la consistenza desiderata (fate la prova con una goccia su un piatto: se fatica a scivolare, è densa!).
Noterete che non ho usato il passaverdura (non ce l’ho!). Se la frutta non si disfa, date una veloce passata col minipimer: il risultato sarà buono ugualmente.

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Pizza!

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Ecco la mia pizza!
Che dire “mia” è un po’ improprio… diciamo che questa è la ricetta rivisitata (come al solito!) di quella che ho imparato a un corso al Teatro7. In periodo di telefilm/NBA/NFL è molto gettonata qui a casa. Viene molto croccante ed è buonissima!

Le dosi sono per riempire una teglia da forno casalinga, quindi più o meno per 4/5 persone.

500g di farina (00 o Manitoba)
25g di lievito in panetto
300g di acqua calda
20g d’olio evo
Un cucchiaino di sale

Per condire, a piacere:
Passata di pomodoro
Olio evo, sale
Mozzarelle

In una terrina o su un piano versate la farina e spezzettatevi il lievito, quindi unite a poco a poco l’acqua e quindi il sale. Impastate bene e prima di formare una grossolana “palla”, aggiungete anche l’olio. Coprite con un panno e lasciate a lievitare per almeno 45 minuti.
Nel frattempo preparate il condimento condendo la passata con olio e sale e tagliando la mozzarella a cubetti.
Rivestite la teglia con della carta da forno e ungetela, quindi stendete la pasta con le mani e lasciatela lievitare così per altri 45 minuti.
Accendete il forno a 250°.
Trascorso il tempo di lievitazione, condite la pizza solo con la passata e cuocetela a 230° per circa 20 minuti. Quando mancano 3 minuti alla fine della cottura, aggiungete la mozzarella.
Buona serata! ;)

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(Ok, la foto è bruttina, ma vi assicuro che la pizza è molto buona!)

Tarte Tatin salata alle pere

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Ricetta che una mia zia (la stessa dei peperoncini ripieni!) ha fatto per una cena a tema “arte”: questa era una torta Depero! 

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4 pere
Un rotolo di pasta brisé
Formaggi vari (feta, pecorino…)
Rosmarino
Curcuma o zafferano facoltativi

Sbucciate le pere e tagliatele a spicchi non troppo sottili, quindi mettete le fettine in una padella con un po’ d’acqua, una presa di sale, il rosmarino e, se volete dare un po’ di colore alle pere, curcuma o zafferano.
Lasciate ammorbidire le pere senza che si disfino, quindi lasciatele raffreddare.
Nel frattempo ungete una tortiera (meglio quelle di alluminio o quelle a cerniera, la tatin poi va voltata!).
Disponete gli spicchi di pera a raggiera sul fondo della teglia, quindi spolverate coi formaggi grattugiati e coprite con la pasta brisé avendo cura di rimboccare i bordi e bucherellarla.
Infornate per 25 minuti a 180°. Una volta cotta aspettate qualche istante e poi capovolgete la tatin. Et voilà!

Swami Radhanath in Italia

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ritorno_casa_book_tourRadhanath Swami è un Sannyasy, un monaco dell’antichissima tradizione Vaishnava (induismo- monoteista). Raffinato docente e genuino Guru del percorso devozionale del Bhakti-Yoga, lo yoga dell’amore, ha dedicato la vita al servizio di Dio e del prossimo.
È autore del bellissimo “Ritorno a Casa”, un libro di memorie sulla sua ricerca della verità spirituale. I suoi insegnamenti che s’ispirano ai sacri testi dell’India antica, come la Bhagavad-gita, lo Srimad Bhagavatam, e il Ramayana mirano a svelare il significato profondo del messaggio contenuto in ogni tradizione concentrandosi sull’essenza spirituale che unisce percorsi apparentemente diversi tra loro.
Nato Richard Slavin, il 7 dicembre 1950, nella sua adolescenza ha subito dovuto confrontarsi con un profondo senso di alienazione dalla vita di periferia di Chicago e le ingiustizie civili di metà secolo in America. All’età di diciannove anni, durante un viaggio estivo in Europa, le sue lotte interne culminarono proprio in Italia, a Firenze, in un impegno alla ricerca di Dio, ovunque esso potesse portare. Meditando sull’Isola di Creta, sentì una vocazione soprannaturale e la mattina dopo partì da solo per trovare l’India spirituale. “Ritorno a Casa” documenta la sua odissea da squattrinato autostoppista in Grecia, Turchia, Iran, Afghanistan, Pakistan per raggiungere infine l’India. Lì visse come un asceta errante, prima nell’abitazione di uno yogi nella foresta himalayana e poi conoscendo un vasto numero di guru e praticanti spirituali in tutta l’India e il Nepal. Alla fine, arrivato alla città santa di Vrindavan, trovò la sua strada tra i Bhakti-Yogi.
Scegliendo Bhaktivedanta Swami, (fondatore della ISKCON International society for Krishna Consciousness) come suo Guru, Radhanath Swami, sentì il dovere di ritornare nella società occidentale con la missione di condividere la sacra saggezza che aveva ricevuto. Questo ritorno esemplifica la forma di yoga devozionale, che è al centro degli insegnamenti Radhanath Swami, una pratica spirituale espressa in azioni concrete allo scopo di raggiungere la realizzazione personale a beneficio del mondo.
All’età di 31 anni prese i voti monastici da Sannyasy Vaishnava e divenne noto come Radhanath Swami.
Oggi Radhanath Swami viaggia regolarmente in tutta l’India, Europa e Nord America, condividendo gli insegnamenti del Bhakti-Yoga con molte migliaia di discepoli, amici, spiritualisti, leaders, ma anche gente comune che ne apprezzano la sua purezza, semplicità e disponibilità.Radhanath Swami, viaggia nel mondo per insegnare la saggezza della devozione, ma spesso si trova nel suo centro a Bombay. Chiunque conosca Radhanath Swami testimonia la sua dedizione nel portare tutti più vicino a Dio. Allo stesso modo riconoscono la sua leggerezza d’animo, semplicità e senso dell’umorismo. I visitatori e gli amici sono inspirati dalla sua natura modesta e dalla sua naturale riluttanza nel prendersi il merito delle opere che lui stesso ha ispirato – sviluppare centri, distribuzioni di massa di cibo ai bambini indigenti, ospedali missionari, fattorie ecosostenibili, scuole, ashram e programmi di assistenza medica in caso di emergenze. “Sembra vedere la vita come un continuo flusso di grazia divina”, ha detto un ammiratore, “eppure non perde mai la sua umanità” La sua accessibilità lascia le persone con l’impressione che tutti, con un piccolo sforzo sincero, possono trovare il sentiero che conduce alla Pace interiore e alla realizzazione di Dio.

Radhanath Swami nelle sue parole:“ Quando l’amore si risveglia nel cuore, trascende ogni differenza nelle religioni”.

L’inizio del vero progresso spirituale consiste nell’accettare e ammettere che non siamo molto speciali. Siamo semplici anime.

“L’essenza di tutti i veri percorsi spirituali è risvegliare l’amore per Dio in noi ed essere strumenti dell’amore di Dio attraverso la compassione.”

“Lo scopo di un reale scambio interreligioso è di apprezzare e celebrare le differenze, e di trovare l’ispirazione per andare più in profondità nel proprio viaggio spirituale e nel proprio amore per il Divino e per tutti gli esseri.”Nel libro parlo di molti ricercatori spirituali che ho incontrato e anche di alcuni che mi hanno insegnato quello che non avrei dovuto fare. Avevo 19 anni quando arrivai in India, e durante quegli anni di viaggi tra le persone illuminate ho incontrato il Dalai Lama del Tibet che mi ha profondamente colpito per il suo spirito di compassione, la coraggiosa dedizione alla causa della sua gente e il suo humor; ho conosciuto Madre Teresa di Calcutta che vedeva il suo amato Gesù anche nelle persone più povere e malate e dava la sua vita per aiutarle fisicamente, emotivamente e spiritualmente; Anandamayi Ma è stata come una madre per me; la gioia e l’entusiasmo di Neem Keroli Baba mi ha ispirato moltissimo; e poi ho incontrato e imparato molto da Swami Rama, Swami Muktananda, J. Krishnamurti, i lama Buddhisti, Satyanarayan Goenka-ji e molti molti altri. Ho conosciuto anche Swami Satchidananda e altri ricercatori spirituali e leader illuminati musulmani, cristiani ed ebrei. Ognuno di loro mi ha dato un dono prezioso.

“Assumendo posizioni elevate a ogni livello, abbiamo una responsabilità sempre più grande perché possiamo portare più benefici nel mondo o fare più danni.”

“Tutti cercano la felicità, qualsiasi sia il sesso, la religione o la nazionalità cui si appartiene, e l’essenza della felicità è amare ed essere amati.”

“Una mente pura è il mezzo attraverso il quale la grazia e l’amore della nostra anima possono manifestarsi nel mondo, per il bene di tutti gli esseri.”

Nel Giugno 2012, Radhanath Swami è stato invitato a incontrare il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, durante un evento in Florida. Lui ha accettato con riconoscenza in nome del suo amato Guru Bhaktivedanta Swami.

“La trasformazione reale è una trasformazione di valori.” Trasformare l’arroganza in umiltà, l’avidità in generosità, la vendetta in perdono, l’invidia in compassione, l’odio in amore e, infine, l’ansia in soddisfazione e felicità”.

PHYL: Pranic Heal Your Life! In una veloce presentazione

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Per chi ancora non conoscesse!

Sformato di mele e porri

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Ecco una ricetta velocissima creata per fare spazio in frigo in vista dei pranzi pasquali!
Ha un sapore molto delicato ed è anche veganizzabile. Vediamo come!

Per 2 persone:
2 porri
1 mela golden
Olio evo, una noce di burro
Latte di soia q.b.
4 cucchiai di farina
Sale, pepe bianco
Pinoli o mandorle

Sbucciate la mela e privatela del torsolo e pulite i porri. Tagliate entrambi a rondelle sottili.
In una padella dai bordi alti, fate scaldare la noce di burro e l’olio, quindi versate i porri e le mele a fettine, salate e lasciate che si ammorbidiscano un po’. Spolverate con la farina e, proprio come se voleste fare una besciamella, aggiungete il latte a filo continuando a rimestare.
Io vi consiglio di provare con mezzo bicchiere al massimo per volta perché dovendo essere infornato, non vogliamo una cosa troppo liquida! Aggiungete anche il pepe bianco.
Una volta raggiunta la consistenza desiderata, versate il composto besciamelloso in una pirofila da forno e coprite con i pinoli o con le mandorle (quelle affettate sottili) e infornate a 180° per 10 minuti.

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Per veganizzare la ricetta è sufficiente non usare il burro ma solo l’olio d’oliva! :)
Prima o poi metterò delle foto migliori, prometto!

Filetti di Orata gratinati e profumati

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Io ho l’insolita capacità di cucinare carne e pesce riuscendo a non toccarli mai con le mani: faccio un risotto salsiccia e bonarda che mi dicono essere una bomba e non so che sapore abbia!
Nonostante il progetto futuro di togliere dalla mia dieta anche il pesce, per ora questo c’è. La ricetta originale di quella che segue la trovate qui!

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3 filetti d’orata
2 zucchine
Un’abbondante manciata di mandorle tritate
Pangrattato
Succo di limone
Scorza di limone
Timo
Basilico
Olio evo, sale, pepe in grani

Togliete la pelle ai filetti d’orata scottandola su una padella calda, quindi adagiate i filetti su carta da forno.
Tagliate le zucchine a rondelle sottilissime (se usate una mandolina, attenti alle dita… ne so qualcosa!)
In una terrina preparate il gratin mischiando pangrattato, le mandorle tritate, il sale, la scorza di limone, il timo e bagnate con succo di limone e (poco) olio quanto basta. Aggiungete il basilico.
Ungete i filetti d’orata con l’olio, salate e mettete 3/4 grani di pepe su ciascun filetto, quindi coprite con il composto di pangrattato e formate uno strato di zucchine  su ciascun filetto. Salate, condite con un filo d’olio e infornate a 180° per 10/13 minuti.
Molto primaverile!

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